NOTE DI VERDE

1

Giardino di casa betania

In precedenza è stata sede della casa per gli esercizi spirituali delle suore della società delle Figlie del Cuore di Maria su iniziativa, oltre ottant’anni fa, di Margherita “Rita” Massia. Nel 2019 è stato presentato un progetto di ristrutturazione mantenendo però intatte le caratteristiche delle facciate esterne; oltre che gli uffici di Confindustria, la nuova “Casa Betania” ospiterà spazi espositivi e un’area dedicata agli incontri e alla convivialità alla quale in varie occasioni potrà accedere la cittadinanza. Il giardino è caratterizzato da prato all’inglese di forma geometrica con presenza puntuale di arbusti lungo i percorsi e il doppio filare di tigli esistenti che sono state mantenuti, inoltre è presente un esemplare di Albero di Giuda di notevoli dimensioni che in primavera colora il
giardino con i suoi fiori rosa; in corrispondenza della facciata dell’edificio è presente una suggestiva vasca d’acqua accompagnata da un esemplare ornamentale di acero. I percorsi all’interno del giardino sono pavimentati in porfido e definiscono aree geometriche nell’area a prato; in adiacenza sono presenti numerose specie di rose ornamentali. Il giardino è circondato da un muro in laterizio alto che isola il giardino percettivamente rispetto alle strade circostanti, i percorsi geometrici disegnano superfici a prato raso dalla forma chiara; nel 2023 il giardino è stato intitolato ad Amilcare Merlo.

Leggi la descrizione completa

2

Giardino della prefettura

Il Giardino della prefettura è l’unico giardino del centro storico raffigurato nel Theatrum Sabaudiae del 1682, unaraccolta di immagini delle dimore, chiese e luoghi che facevano parte
degli Stati di Savoia alla fine del diciassettesimo secolo; nella rappresentazione storica l’area si presentava più estesa,circondata da un alto muro e probabilmente coltivata ad orto e frutteto.
Nelle mappe del 1855 e del 1856 il giardino appare molto più ampio, collegato con quelli dell’attiguo edificio, segnato come “ex Caserma dei Carabinieri” e di aspetto all’italiana, con una fontana rotonda al centro, circondata da aiuole geometricamente distribuite. L’impianto attuale risale al 1882, anno di rifacimento del complesso, dove originariamente sorgeva il palazzo del Governatore; in quell’anno venne ridisegnato dall’ingegner Pietro Carrera l’attuale edificio in stile rinascimentale. Carrera curò anche gli aspetti legati agli spazi aperti, disegnando un giardino all’italiana con siepi regolari di bosso che circondano aiuole, al centro una piccola vasca ovale con zampillo e alberi piantati in gruppetti. Il giardino si configura quindi come una sequenza di aiuole circolari circondate da siepi di bosso topiate che accompagnano il visitatore nella scoperta del giardino; sono presenti diversi esemplari di specie arboree tra cui tigli, liriodendri e aceri.

Leggi la descrizione completa

3

Cortile Ex Asilo Bono – La Guida

L’edificio che attualmente ospita la redazione de La Guida, storicamente Asilo infantile, sorge su un’area che inizialmente non ospitava edifici di natura civile, e fu ceduta con facilità ai Cappuccini nel 1603 quando decisero di stabilirsi in città. Il convento, istituito all’inizio del Seicento, aveva come centro la chiesa di San Ludovico con un piccolo chiostro ed un grande orto. I lavori di costruzione della chiesa di San Lodovico iniziarono nel 1604 per essere poi consacrata il 6 ottobre 1610. Ebbe interventi migliorativi, fino ad avere nel 1770 cinque altari. Nel 1752 venne aggiunto un corpo di fabbrica nel grande giardino per un nuovo refettorio e dormitorio al primo piano; il tutto era collegato al precedente edificio, tagliando l’attuale via Antonio Bono. Nel 1802 il convento dei cappuccini venne soppresso e destinato alla Guardia Nazionale Francese che trasformò la chiesa in teatro, il teatro Toselli; il complesso venne utilizzato dalla Guardia Nazionale sino alla caduta di Napoleone nel 1814. Dal 1822 divenne caserma dei Carabinieri fino a fine Ottocento. Alla fine dell’Ottocento, grazie alle volontà dell’architetto Antonio Bono espresse nel suo testamento, emerge la volontà di aprire un asilo lasciando a tal fine una somma di denaro nel suo testamento. La più grande difficoltà sin da subito era quella di trovare uno spazio adeguato all’interno del fitto tessuto urbano del centro città: grazie ad un accordo tra enti pubblici e religiosi venne identificato parte del complesso lasciato libero dai Carabinieri. Nel 1899 il parroco di Sant’Ambrogio, don Varrone, avviò l’Istituto San Michele per le “rachitiche” nel tratto più antico dell’ex-convento, adiacente al teatro civico. Nel resto dell’area, corrispondente al fabbricato del 1752 ed al grande giardino già dei Cappuccini, venne costruito l’Asilo Infantile con il lascito dell’architetto Bono ed il progetto dell’ingegner Pirinoli. Il nuovo asilo fu inaugurato nel 1902, come sezione dell’Asilo Cattolico, ed affidato alla direzione dalle suore Giuseppine; proseguì la sua attività fino al 30 giugno 1989. Con il termine delle attività della scuola materna l’edificio avrebbe dovuto ospitare degli uffici della Diocesi ma vi si susseguirono diverse attività sino a diventare la sede de La Guida. L’edificio presenta una pianta ad ‘L’ ed è composto da due corpi a un piano e un terzo corpo centrale a tre piani, parte di questi spazi sono stati occupati dalla sede del giornale, al piano terra sono state ricavate due sale incontri. L’ampio giardino è stato sistemato a parcheggio verde per i dipendenti con pavimentazione in autobloccanti drenanti, ma sono stati conservati gli alberi secolari che vi si trovavano. E’ ancora in uso la cancellata che porta le iniziali di Antonio Bono, AB.
Leggi la descrizione completa

4

VILLA PAREA

Villa Parea fu costruita intorno alla metà del settecento dalla famiglia Bruno di Samone come residenza estiva. Successivamente la villa fu acquistata dai conti Mocchia di Coggiola verso la metà del secolo scorso, nel 1911 passò di proprietà al banchiere Carlo Parea e infine nel 1947 alle suore di S. Giuseppe, attuali proprietarie. L’edificio venne ampliato e ristrutturato dall’architetto Giovanni Chevalley sotto la committenza di Carlo Parea al quale si deve anche la sistemazione del giardino, attualmente invariata rispetto all’epoca. Il giardino è collocato nella parte antistante l’edificio, sul lato meridionale, e si configura, come gran parte delle ville nobiliari del cuneese, come un giardino in parte all’italiana e in parte dedicato all’agricoltura. L’accesso alla villa avviene dal Santuario della Madonna degli Angeli, punto terminale del grande viale che caratterizza il lato est della città di Cuneo, attraversando un maestoso cancello si accede alla proprietà. Lo spazio è suddiviso in diverse aree a quote differenti con distinte funzioni: in corrispondenza della facciata della villa si trova una balconata panoramica con una balaustra in pietra intervallata da vasi che affaccia sull’area agricola, il torrente Gesso e la catena montuosa delle alpi marittime. Adiacente all’edificio si trova un piccolo giardino all’italiana, con siepi di bosso topiate, il cui fulcro è una statua del Santo Giuseppe; il giardino prosegue con una suggestiva carpinata, un tunnel verde disposto perpendicolarmente al percorso principale del parterre, che si conclude con una piccola fontana decorata con statue di cherubini addossata al muro di cinta. Nella zona panoramica adiacente si può osservare un manufatto risalente alla prima proprietà: una rara altalena dell’inizio del secolo scorso, perfettamente conservata. La restante area del giardino che si trova alla medesima quota è dedicata ad orto, curata dalla Caritas della città; si tratta di un progetto virtuoso che mette in relazione attori locali per una manutenzione e cura di questo giardino storico. Ad una quota inferiore si trova un’ampia area dedicata all’agricoltura, caratterizzata dalla presenza di alberi da frutto e orti; lo spazio è estremamente curato ed offre una splendida cornice al paesaggio circostante. All’interno del parco si trova anche una piccola cascata e un sentiero, accompagnato da piante di lavanda, che collega l’area della villa a quella con vocazione più agricola. All’interno del giardino sono presenti esemplari arborei risalenti alla costruzione della villa, alcuni di questi sono stati abbattuti perché malati, le Giuseppine hanno però deciso di lasciare all’interno del parco i tronchi di questi esemplari per favorire la biodiversità all’interno dell’area: questi infatti fungono da rifugio per specie di fauna ed entomofauna.
Leggi la descrizione completa

5

Villa Bersezio

Villa Bersezio si trova in località Passatore, a nord est di Cuneo, si tratta di un edificio con annesso giardino per la villeggiatura dell’aristocrazia. Il giardino presenta la struttura e le forme tipiche del giardino all’italiana, dettate da vialetti in ghiaia e siepi di bosso topiate che disegnano forme geometriche e ripetute nello spazio secondo schema a quadranti. L’ingresso è accompagnato da un doppio filare di alberature di carpini e delle siepi di bosso finemente topiate che incorniciano la facciata di Villa Bersezio, caratterizzata da una scala a doppia rampa su una facciata decorata; il giardino si divide principalmente in tre zone: l’area antistante, l’edificio, il giardino all’italiana e il frutteto. L’area antistante l’edificio è caratterizzata da uno slargo in corrispondenza della dimora storica in cui è presente un’aiuola definita da una siepe di bosso topiata; ai lati della scala di accesso alla villa sono presenti due esemplari di palme. A lato della dimora storica si trova un esteso giardino all’italiana di siepi di bosso topiate, arricchito da numerosi esemplari arborei, alcuni di questi sono stati rimossi in seguito a eventi climatici straordinari avvenuti negli ultimi anni. Il fulcro del parterre all’italiana è un busto di una figura maschile e, alle sue spalle, dal portale di ingresso all’area del frutteto. Come molte ville del cuneese, il giardino è caratterizzato da aree più formali affiancate ad altre di carattere produttivo: la vocazione agricola di questi luoghi è molto forte e anche Villa Parea presenta questa scansione, l’area più formale del giardino si trova infatti a lato dell’area agricola, dedicata in questo caso a frutteto.
Leggi la descrizione completa

6

VILLA KIMERA

La villa, edificata nel 1667, è stata di proprietà della famiglia Chiusano sino al 2024, quando è passata ad un’altra proprietà. All’interno della villa, è riportato su una lapide un avvenimento importante accaduto all’interno della proprietà: nel 1744 il re di Sardegna Carlo Emanuele III, ferito, fu qui ospitato; la villa non ha subito modifiche rispetto all’impianto originale, in quanto ha mantenuto la medesima proprietà. Attualmente la villa ospita gli uffici direzionali e l’esposizione di automobili ‘Kimera’ di produzione del proprietario. Si accede alla proprietà seguendo un doppio filare di eleganti alberature di grandi dimensioni che indirizzano all’ingresso dell’edificio. Il giardino della villa è composto da aree con funzioni diverse: l’edificio affaccia su un prato all’inglese di forma ovale circondato da percorsi in ghiaia che portano all’ingresso della villa; incorniciano ulteriormente l’accesso due quinte vegetali in cui si alternano specie topiate e addomesticate ad altre con aspetto più organico. La sequenza simmetrica di specie ornamentali è ulteriormente arricchita dalla presenza di statue e due esemplari di cipressi. Gli spazi che affacciano sul grande prato sono accompagnati da siepi di bosso finemente topiate che richiamano le disposizioni geometriche dei giardini all’italiana, qui si trova un’area relax con piscina e un chiosco. In modo simmetrico, dall’altro lato della proprietà, si trova un padiglione immerso in un roseto, anch’esso anticipato da siepi geometriche. All’interno della proprietà si trova anche un campo da calcio, dove sembra che Chiusano, grande amico di Agnelli, ospitasse i provini dei nuovi calciatori della squadra; nelle vicinanze del campo si trova anche un piccolo edificio storico, una sorta di capanno, che è stato mantenuto dal ‘600, affiancato da una casa sull’albero. Tutta la proprietà è circondata da una folta siepe di bambù che garantisce la privacy all’interno del giardino utilizzando un elemento naturale. La manutenzione e la cura di questo spazio, con il grande numero di specie vegetali di pregio presenti rendono il giardino un vero gioiello, impreziosito ulteriormente dalla presenza della Villa Storica, pregevole esempio di architettura del XVII secolo.”
Leggi la descrizione completa

7

GIARDINO DINO FRESIA

“Il giardino Dino Fresia fu istituito nel 1887 e concepito fin dalla sua creazione secondo il concetto e lo stile del giardino paesaggistico di ispirazione inglese. Per giardino paesaggistico all’inglese si intende una tipologia di spazio aperto nato nel XVIII secolo in Inghilterra che si contrappone stilisticamente ai giardini all’italiana e alla francese; i giardini all’inglese sono caratterizzati da uno spazio studiato minuziosamente a livello progettuale ma che all’apparenza hanno un aspetto naturale. Il giardino paesaggistico o all’inglese è caratterizzato da elementi naturali, quali l’accostamento di specie vegetali ed elementi acquatici e artificiali, e piccole strutture architettoniche quali tempietti o rovine che si mostrano al visitatore lungo il percorso come piccole scoperte senza mai arrivare ad una visione d’insieme che invece è possibile avere nei giardini all’italiana e alla francese grazie ai forti assi prospettici e alla vegetazione estremamente addomesticata che li caratterizzano. Con l’avvento del giardino paesaggistico si manifestò in tutta Europa la necessità di creare spazi verdi pubblici privi di barriere e recinzioni ma curati nei minimi dettagli, disponibili per la libera fruizione da parte dei cittadini, in contrapposizione rispetto ai giardini nobiliari privati che fino a quel periodo costituivano pressochè le uniche aree pubbliche in ambiente urbano. Dal punto di vista compositivo Cristina Bollano e Paolo Peano descrissero così il giardino Dino Fresia: “Discendente dei giardini romantico-pittorici dell’Ottocento è concepito nella ricerca del bel disordine, alternando, in uno schema asimmetrico, percorsi tortuosi tra le aiuole, “zone di raccolta” nell’intimità di siepi potate a topiaria, vasche d’acqua circondate da massi di roccia e piccole caverne coperte di muschi”. A partire dagli anni venti del 900 vengono apportate le prime modifiche, quali l’inserimento del monumento ai Caduti della prima guerra Mondiale e la costruzione di una vasca laterizia “munita di zampillo centrale contornato da blocchi”; tuttavia la struttura non venne mai modificata significativamente rispetto al disegno originale e tutt’oggi mantiene la sua natura di spazio pubblico con l’aggiunta di un’area gioco per i più piccoli e la rimozione della vasca d’acqua. All’interno di questo spazio è possibile osservare la presenza di diversi esemplari di alberature di grandi dimensioni quali tigli, faggi e ippocastani.”
Leggi la descrizione completa

8

PARCO FLUVIALE GESSO STURA

L’area è individuata come Parco della Natura con il Piano Regolatore del 1986, e nel tempo è diventato uno strumento di promozione, sviluppo, coordinamento e integrazione di progetti riguardo la promozione ambientale, economica e sociale, ed è ufficialmente Parco fluviale dal 19 febbraio 2007. Il Parco comprende 14 comuni: Borgo San Dalmazzo, Castelletto Stura, Centallo, Cervasca, Cuneo, Montanera, Roccasparvera, Roccavione, Vignolo, Sant’Albano Stura, Fossano, Trinità, Salmour e Rittana e abbraccia 5.500 ettari di territorio, una popolazione di 120.000 residenti, 70 chilometri di fiume e quattro diverse aree protette. Il Parco Fluviale Gesso Stura offre una straordinaria vastità di habitat a supporto di una ricca varietà di flora e fauna; tra queste si osservano foreste di latifoglie, praterie fluviali e gole rocciose oltre a numerose aree umide, essenziali per la salvaguardia della biodiversità. L’elevato numero di habitat messi in collegamento dai corridoi ecologici dei due fiumi Gesso e Stura rendono il parco un’oasi di biodiversità in grado di accogliere una grande varietà di flora e fauna. La presenza di questi ecosistemi diversificati rende il Parco un luogo straordinario per gli amanti della natura e per coloro che desiderano esplorare la bellezza e la ricchezza della vita selvatica. Il Parco è animato da numerosi eventi di educazione ambientale, progetti di alto valore per la comunità e proposte didattiche per le scuole primarie e secondarie. I percorsi attrezzati sono adatti per escursioni a piedi o in bicicletta e rendono l’area protetta facilmente accessibile e fruibile anche dalle famiglie con bambini. Nell’area cuneese del Parco fluviale sono presenti le strutture dedicate al pubblico, in particolare: l’Infopoint, il percorso multisensoriale f’Orma, la Casa del Fiume, l’area camper, l’area farfalle, l’Orto didattico, il Bosco di Camilla, il polo canoistico e diverse aree picnic.

Leggi la descrizione completa

9

ORTO DIDATTICO

Nel 2007, in concomitanza con l’istituzione del parco fluviale Gesso Stura, è stato inaugurato l’orto didattico, che sorge all’interno dell’area naturale in corrispondenza del centro della città di Cuneo. L’Orto costituisce uno dei primi spazi educativi all’interno del parco e lungo il corso degli anni ha subito trasformazioni e ampliamenti fino ad ospitare ospitare dodici aiuole (sia in piena terra che rialzate), un laghetto, una zona coltivata a frutteto e una serra, con annessi semenzai, un vivaio e aiuole per i macerati. Inoltre sono presenti aree dedicate all’implemento della fauna utile, come le compostiere con la presenza di lombrichi, nell’intento di promuovere la convivenza multispecie. L’Orto è stato progettato con l’intento di costruire un luogo dove bambini e bambini, ragazze e ragazzi potessero approcciarsi alla coltivazione della terra attraverso processi di acquisizione di conoscenze legate al mondo della botanica e delle buone pratiche agricole. In questo momento storico si rende sempre più necessario incentivare lo sviluppo di sensibilità legata alla sostenibilità e all’autoproduzione in giovani e bambini.

Leggi la descrizione completa

10

BOSCO DI CAMILLA

Il Bosco di Camilla, situato all’interno del Parco Fluviale Gesso Stura, è stato inaugurato nel 2023 in memoria di Camilla Bessone, scomparsa nel 2020 in un incidente stradale. Il progetto, durato un anno, è stato sviluppato attraverso una Convenzione di collaborazione tra il Parco e i genitori di Camilla. Si compone di giovani alberi scelti in base alla loro resilienza e ai cicli di fioritura, di un anfiteatro verde per ospitare spettacoli ed eventi sportivi, e di una piccola collina dedicata alla contemplazione e al relax.

Leggi la descrizione completa

11

Percorso f’Orma

f’Orma è un percorso multisensoriale in cui fare un’esperienza immersiva e sviluppare un contatto emozionale con la natura, e in particolare con l’acqua. Sentieri per il barefooting e stazioni basate sulla stimolazione multisensoriale permetteranno al visitatore di lavorare su propriocezione ed equilibrio. Si tratta di uno spazio completamente accessibile e inclusivo e pensato anche per i più piccoli, che potranno vivere un’esperienza speciale in un percorso tematico alla ricerca di Gorg, il gigante d’acqua simbolo del fiume che scorre modellando il
paesaggio e lasciando traccia del suo passaggio.

Leggi la descrizione completa

12

Parco Parri

Un nuovo parco urbano di 8 ettari, con oltre cinquecento esemplari arborei di nuovo impianto, pensato per divenire un nuovo polmone urbano per la città di Cuneo: centrale, accessibile, immediatamente raggiungibile dai residenti limitrofi, controllato, illuminato, con attrezzature, pavimentazioni e arredi di livello cittadino, e capace di attrarre, per la sua dimensione e infrastrutturazione, l’intera cittadinanza. Per soddisfare le necessità di un utenza trasversale, il parco presenta diverse aree funzionali: il laghetto naturalistico, il bosco urbano, le aree a prato rustico, il parco attrezzato e gli spazi di carattere più urbano, un’area dedicata alla vegetazione di mitigazione e i frutteti. Il laghetto naturalistico, posizionato nella zona Nord del parco, in corrispondenza dell’ingresso di via Avogadro, presenta una superficie di circa 1000 mq ed è collocato al termine del canale che lo alimenta; il laghetto presenta una profondità ridotta ed ospita sulle sponde specie vegetali con caratteristiche fitodepuranti, capaci quindi di depurare le acque provenienti dal canale garantendo limpidezza all’intero bacino. Tra le specie vegetali selezionate vi sono tife, iris e ninfee; la presenza dell’elemento idrico rappresenta lo stretto legame della città con l’acqua, dato dalla sua posizione tra i due importanti assi fluviali del Gesso e dello Stura. Il bosco urbano si trova in continuità con l’area del laghetto e parallelo a via Bodina, ed è composto di otto diverse essenze arboree, tra le quali tigli, aceri e betulle, che integrano il filare preesistente di aceri a mitigare l’impatto visivo e acustico degli elementi di viabilità adiacenti al parco.
All’interno del parco è presente un’area naturalistica, con un carattere meno formale che accoglie prati rustici, filari alberati e siepi di mitigazione ambientale posti in corrispondenza delle infrastrutture sul lato ovest; quest’area molto ampia è accessibile totalmente ed al suo interno è anche presente un’area cani. L’area più urbana del parco si configura come una sequenza di aree gioco per le varie fasce di età, uno skate park, dei campi da gioco regolamentari e una zona con giochi d’acqua che richiamano il fiume Gesso.
Infine nella zona sud ovest è presente un’area dedicata a frutteto con finalità didattiche dove saranno inserite specie arboree, un giardino dei piccoli frutti e un giardino delle erbe officinali.”

Leggi la descrizione completa

13

Piazza Ex Foro Boario

La piazza ex Foro Boario è stata interessata da un intervento di riqualificazione sostanziale: fino al 2014 si configurava come un’estesa area parcheggio, completamente impermeabile e non utilizzabile come spazio pubblico; il progetto di riqualificazione ha fatto sì che lo spazio diventasse una porta urbana cittadina per restituirla alla collettività come piazza, spazio di aggregazione e socializzazione. L’area dell’ex Foro Boario, dopo lo smantellamento delle strutture funzionali al mercato del bestiame, risultava un’ampia superficie asfaltata adibita a parcheggio. Il progetto cambia completamente la configurazione dello spazio dal punto di vista funzionale e di disegno: si configura ora infatti come piazza pubblica, contenitore di diverse funzioni e tipologie di spazi. La piazza è caratterizzata da una maglia quadrata di lato circa tre metri che si manifesta nel disegno della pavimentazione e suddivide gli spazi; la maglia è esplicitata in varie modalità: come cambio di pavimentazione, aiuole a prato delimitate da bordure in pietra o come elemento tridimensionale: una pergola addolcita dalla presenza di piante rampicanti. Lo spazio è delimitato su due lati da aree verdi caratterizzate da percorsi di forma organica che si contrappongono alla rigida geometria della maglia che definisce gli spazi pavimentati; le aree a verde sono trattate a prato sfalciato con una sequenza di alberature che nella parte più prossima all’area geometrica seguono la struttura a maglia quadrata, mentre aderiscono alle forme sinuose dei percorsi nella parte meno formale, quest’ultima accoglie un’area gioco per bambini ed una tettoia, anch’essa con una forma organica. L’area caratterizzata da superfici minerali accoglie invece funzioni più urbane: sono presenti numerosi arredi, canestri da basket per il gioco informale e una piattaforma rialzata. In questa parte di piazza si trova anche l’importante preesistenza della ‘Tettoia Vinaj’, edificio costruito negli anni venti. Inizialmente utilizzata per funzioni legate al mercato del bestiame, nel 1965 è stata tamponata e attualmente ospita un’attività di ristorazione; il complesso è vincolato in quanto interessante testimonianza di una struttura pubblica proto-razionalista. Le due aree, quella più antropizzata e quella più naturale, sono definite da doppi filari di alberature e da percorsi con una pavimentazione differente, che conferiscono allo spazio una scansione chiara. Il progetto ha restituito alla città di Cuneo un’ampia superficie che risultava inutilizzabile per funzioni sociali e ricreative, migliorando anche la permeabilità del suolo grazie alle aree a prato e alle nuove specie arboree messe a dimora.
Leggi la descrizione completa

14

CORTILE DELLA BIBLIOTECA CIVICA

La biblioteca civica di Cuneo ha la propria sede all’interno di Palazzo Audifreddi, un antico palazzo seicentesco costruito dal conte Alessandro Mellano di Fiano e di Monestarolo; venne lasciato in eredità all’ospedale di Santa Croce per poi essere comprato nel 1771 dalla famiglia Audifreddi che lo donerà al Comune nei primi del Novecento. L’edificio presenta una facciata in muratura faccia-vista in mattoni e pietre e tre ordini di finestre disposte simmetricamente; alla fine degli anni venti iniziano i lavori di riadattamento che portano alla realizzazione del portico affacciato sul cortile. Dal 1930 l’edificio diventa sede della Biblioteca civica allestita nei saloni al pian terreno e al piano ammezzato; al centro del cortile viene successivamente collocata la fontana seicentesca proveniente dal Filatoio Rosso di Caraglio. Inizialmente la biblioteca convive con il museo civico che aveva parte del suo allestimento sotto il porticato che consisteva in lapidi romane, stemmi civici e gentilizi vari; nel 1985, in seguito ad ulteriori lavori di restauro, il museo civico venne trasferito nella sua nuova sede, il complesso architettonico di San Francesco. Palazzo Audifreddi viene quindi modificato per accogliere al meglio la biblioteca civica che necessitava di una disposizione in grado di favorire l’autonomia delle attività e facilitarne l’accessibilità. Il portico viene quindi chiuso con delle vetrate arretrate rispetto ai pilastri, per mantenere chiara e visibile la struttura, e diventa così una grande sala che ospita gli scaffali aperti al pubblico; i lavori dunque mirano ad una rifunzionalizzazione dell’edificio storico mantenendo l’aspetto chiostrale del cortile interno che lo caratterizza. Dal 19 ottobre 2005 il palazzo è sottoposto a vincolo di interesse culturale.
Leggi la descrizione completa

15

CORTILE DELLA BIBLIOTECA CIVICA

Il Parco della Resistenza ricadeva all’interno del parco della ex villa Cassin, venne aperto al pubblico nel 1936 a cui seguì l’abbattimento dei muri perimetrali che lo circondavano e “la formazione di aiuole, stradini, collocamento sedili ecc.” Lungo il corso degli anni il parco fu oggetto di varie modifiche sia nella struttura compositiva che nelle dimensioni. Nel 1955 ci fu una prima sistemazione e l’annessione al parco della porzione al termine di corso Solaro che all’epoca presentava vegetazione irregolare e aree incolte e degradate. Il progetto fu affidato all’agronomo Piero Bertolotti e prevedeva un giardino di stile neoclassico impostato su un assetto formale e geometrico.
L’ultima modifica sostanziale avvenne alla fine degli anni sessanta, e comportò una sistemazione secondo lo stile paesaggistico di ispirazione inglese, quindi caratterizzato da forme sinuose e organiche. In concomitanza con questa modifica strutturale, venne collocata la scultura di Umberto Mastroianni; una struttura imponente formata da cunei di bronzo che si aprono verso l’esterno e sostenuti da tralicci di acciaio.
Lo scultore spiegò così la sua opera: “Ho tentato di riportare alla luce la grandiosa epopea della Resistenza, architettando una composizione ricca di tragiche umane conseguenze. Corpi dilaniati, arroventati che, martirizzandosi, schiudono la via a una nuova dimensione umana. Una vittoria dello spirito, che ho tentato di realizzare nell’intreccio delle masse e dei volumi incandescenti e dinamici”.
Oggi il parco, oltre che essere un luogo di incontro e aggregazione, costituisce un simbolo della storia partigiana di Cuneo e ospita manifestazioni e commemorazioni in occasione del 25 Aprile.
All’interno di questo spazio sono presenti esemplari di specie arboree di grandi dimensioni quali tigli, pioppi e conifere.”

Leggi la descrizione completa